Spot inguardabile : il preservativo anti-successo

 

Quale pubblicità hai visto che ti è rimasta impressa?

Pensane qualcuna. Se ne hai focalizzata bene una vuol dire che è stata efficace, e come hai ormai imparato, vuol dire che chi l’ha commissionata non ha messo il preservativo al successo affidandosi alla creatività e alla magistralità del regista che l’ha diretta. Insomma, dietro a quella idea che hai in testa, c’è un professionista o un team di professionisti che l’hanno concepita ad hoc per portare avanti un marchio o un prodotto di successo, stampandotelo nella mente.

Credi che a qualcuno di loro sia stato imposto un budget ridicolo per fare questo?Diciamolo subito.

Chiaramente un limite di spesa c’è per tutto, ma credi che abbiano chiesto loro di girare e ideare uno spot di successo con poche centinaia di euro? Credo di no.

Ormai è assodato, la pubblicità è l’anima del commercio, quindi, tu affideresti il tuo prodotto di qualità a un’immagine che lo impoverisce facendolo sembrare scarsamente appetibile all’acquisto?

Eppure in Italia, si è diffusa questa moda. Basti pensare a quegli orrendi esemplari di pubblicità col preservativo anti-successo che troviamo prima di un film al cinema. Facci caso, prima passano gli spot da paura delle grandi major o comunque di quei prodotti che hanno avuto il buon senso di studiare e girare un spot pubblicitario di buona qualità artistica, creativa e mediatica e poi sbam! L’autosalone di Tor Pignattara ! Con quell’amatorialità unica che li contraddistingue. Credi che quell’autosalone abbia fatto bene a risparmiare o è meglio pensare che abbia buttato i pochi ( e non tanto visto l’acquisto dello spazio pubblicitario) soldi che ha investito?

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Ora mi domando, quanti si sono rivolti presso uno di quei prodotti pubblicizzati? Credo, molto pochi, quanti invece hanno acquistato i prodotti proposti dagli spot fatti bene? Tutti.

Quando lavoravo in farmacia, venivano clienti a chiedere dei prodotti che ancora dovevano essere distribuiti, eppure gli spot dei farmaci non sono quelli lussuriosi dei profumi, per esempio. Ma sono fatti bene, di buona qualità e lanciano il messaggio che devono lanciare.

Altro esempio? Le pubblicità sulle reti locali. Perché nessuno guarda le emittenti locali?

La risposta è semplice ma non scontata: perché, spesso, le emittenti locali propongono non solo spot di scarsa qualità, ma programmi di scarsa qualità.

I contenuti per certi aspetti sono all’avanguardia, i conduttori preparati, ma poi è il contenitore a fare acqua da tutte le parti e trovi lo spot fatto male, la cantante che stona, il presentatore che non ha studiato dizione, la qualità stessa delle riprese che fanno si che dopo pochi istanti giri subito da un’ altra parte. Una stessa inquadratura per ore perché o non c’è il regista oppure non ha le telecamere per cambiare le inquadrature !

Purchè se ne parli. Scordatelo! Se la pubblicità è negativa, il tuo prodotto non si vende.

La diffusione della cattiva pubblicità è più veloce di quella positiva.

Facciamo un esempio. Ma perché la “ Mulino Bianco” investe milioni per avere Banderas che parla con una gallina, quando basta inquadrare una impastatrice che fa i biscotti oppure la facciata di un panificio che li sforna?

Si dirà : ma non ci sono i soldi per fare uno spot di quel genere.

Sbagliato! Forse non si potrà avere un testimonial di così tanta notorietà, ma tecnicamente e creativamente è possibile avere tutto il resto, basta che quando pensi di volere uno spot pubblicitario per il tuo prodotto non pensi a metterci il preservativo anti-successo.

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